L’ACQUA E’ UN BENE DI TUTTI
A seguito dell’articolo apparso lo scorso 2 settembre sul giornale L’Arena, l’Associazione Culturale Collamente esprime la sua preoccupazione e il forte dissenso rispetto alle parole pronunciate dal sindaco di San Giovanni Lupatoto in merito alla vicenda riguardante l’annunciata installazione del distributore di acqua gasata e refrigerata su suolo di proprietà comunale.
In particolare desta allarme il tenore della replica data dal primo cittadino lupatotino, che ha liquidato la censura espressa dal Comitato Acqua Bene Comune, di natura evidentemente etico – sociale, con sufficienza, rimarcando inoltre l’evidente vantaggio dell’Amministrazione Comunale, la quale prevede di incassare circa 10.000,00 euro all’anno a titolo di canone per l’occupazione del suolo concesso in locazione. Infatti la critica mossa dal Comitato riguardava proprio l’intenzione del Comune di trarre profitto dallo sfruttamento e dalla mercificazione di un bene che, per sua natura, in quanto pubblico, non può essere gestito da un Ente privato.
Al contrario, il sindaco Zerman sembra andare fiero della mercificazione dell’acqua, bene essenziale per la vita di ognuno di noi, anziché tutelarne l’incommerciabilità, ed evitarne lo sfruttamento in favore di alcuni privati, ad evidente detrimento della collettività. Ciò che infatti il Sindaco cerca di far passare come un “affare” per i cittadini lupatotini, è in realtà null’altro che la vendita agli stessi cittadini di un bene che per sua natura è già di loro proprietà. La società che andrà a gestire la Casa dell’Acqua, infatti, trarrà profitto – e con essa il Comune – dalla vendita di acqua che ogni cittadino già possiede di diritto e, per di più, ha di fatto già pagato con le bollette, le quali conteggiano non solo il mero consumo, ma ogni servizio ad esso correlato quale l’utilizzo delle condutture, il controllo periodico ed i conseguenti trattamenti a tutela della purezza e potabilità del bene stesso. In poche parole l’acqua verrà pagata due volte.
Inoltre considerato che la Pubblica Amministrazione, nella veste del Consiglio Comunale, dovrebbe essere di esempio alla collettività, mediante le parole di Zerman, la stessa dimostra di avvallare e, ancor peggio, sfruttare la mercificazione dell’acqua. Il primo cittadino, infatti, sembra essere fiero delle poche centinaia di euro mensili che l’operazione frutterà alle casse comunali e non certo ai cittadini, un po’ come avviene per le multe.
Che l’attuale Amministrazione non fosse sensibile al problema dell’acqua era già noto alla scrivente associazione, la quale nell’ottobre 2007 presentò un progetto per la realizzazione di una giornata di sensibilizzazione sul tema del risparmio dell’utilizzo dell’acqua. Tale evento non venne sponsorizzato dalla Giunta Zerman e per tale ragione si tenne presso il Teatro all’Angelo in Vallese d’Oppeano anziché, come richiesto, presso il Parco all’Adige di S. Giovanni Lupatoto.
In conclusione invitiamo il sindaco ad una più attenta e approfondita riflessione sulla questione sollevata dal Comitato Acqua Bene Comune, pur consapevoli che trovare una giustificazione etica e non meramente di mercato all’operazione in programma non sarà affatto facile.
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