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Collamente EDITORIALE MAGGIO 2010
Paul Klee ha detto che l’arte non riproduce il visibile, piuttosto lo crea. Da qui nasce il progetto culturale ODD_UNO SPECCHIO PER RIFLETTERE. Una rassegna fotografica che raccoglie 5 scatti della vita di ogni singolo partecipante, che rappresenta quindi uno specchio in cui la persona guarda se stessa, e diventa essa stessa specchio della società odierna. Esattamente un fermo-immagine dell’ambiente umano in cui siamo immersi, un modo per guardarlo da fuori. Ed ecco che l’arte (in questo specifico caso l’arte fotografica) crea una nuova realtà che prima non era visibile. Nel mondo delle idee di Platone una cosa esiste solo se la puoi pensare, perché le idee ci lasciano una loro immagine sbiadita (Atene, più di 2300 anni fa). Ecco che ODD – ONE DAY DIARY crea un pensiero che prima non c’era. Il bando fotografico e’ stato appositamente tradotto in più lingue oltre l’italiano per dare la possibilità a tutte le persone che condividono il territorio in cui viviamo di poter raccontare se stesse. Una società indubbiamente prismatica la nostra, ricca di infinite sfumature cui di solito non facciamo caso; questo troppo spesso ci porta inesorabilmente verso le grandi categorizzazioni e quei tunnel che opprimono la mente e annebbiano la vista. ODD e’ uno specchio per riflettere, perché le idee non lascino solo un’immagine sbiadita. L’arte come creazione di quello che non c’era. Ma che ci potrebbe essere.
Marta
Al luogo comune non si comanda L'abito non fa il monaco
Metro Station di Washington. Gennaio 2007, mattina. 6 pezzi di Bach in 45 minuti. 2000 persone in frenetico movimento. 6 persone si sono fermate ad ascoltare per qualche minuto. 32 dollari sono stati depositati velocemente nel cappello del suonatore di Bach. 3,5 milioni di dollari è il valore del violino che l’uomo suonava. Nessun applauso al termine dell’esibizione. Il suo nome è Joshua Bell. Due giorni prima aveva riempito il Boston Theatre con centinaia di ospiti paganti almeno 100 euro a testa per ascoltare uno dei migliori interpreti al mondo di Bach. Esistono luoghi, momenti che ci permettono di apprezzare veramente l’arte ed il genio artistico. Talvolta è questione di educazione, altre volte è la frenesia della vita di tutti i giorni che non ci permette di fermarci ad ascoltare, di farci stupire. Quarant’anni prima dell’anonimo violinista metropolitano, Piero Manzoni, discendente dell’illustre Alessandro, stanco di firmare scarpe di amici per poi definirle opere d’arte a fine serata, si mise ad inscatolare 90 latte di merda (non è una caduta di stile, l’opera si chiama precisamente Merda d’artista) che ha venduto a peso d’oro, letteralmente: 30 grammi di merda venduti al prezzo di 30 grammi di oro in barattoli numerati da 1 a 90. Quando un’artista è noto non conta cosa faccia e come, comunque la sua fama lo precederà. Ma è una questione di nome, più che di proposta artistica. F.
Integrarte Espressioni artistiche
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Raccontarte Promenade d'art
Buffet a parte, è sempre interessante andare all'inaugurazione di una mostra. Inaugurazione "Untitled 1" Contavo le mie dita riflettersi sulla superficie gialla ananas del bancone del bar. Avevano solo cocktail. Intorno a me erano tutti ubriachi. Mi diressi verso il bagno per pisciare e mi stupii nel trovarlo così magicamente pulito. Con la carta igienica. Un miraggio. Ce n'erano addirittura due, di bagni. Uno per le signore e uno per i cavalieri. Me lo fece notare una donna in shantung scintillante, cipiglio amaro e capelli dritti come spaghetti. Un metastereotipo vivente. Ci sono occhi strabici, occhi che non vedono, occhi che selezionano e fanno bolle di sapone che si infrangono contro un'aria leggermente più spessa del normale. La superficialità non ha, sempre, per fortuna, carta bianca. Inaugurazione "Untitled 2" Fissavo la scena che avevo di fronte attraverso lo schermo, piccolo, di una videocamera digitale che un tipo ostentava con arroganza. Continuava a guardarsi intorno per vedere se c'era qualcuno che lo notava. Il suo attrezzo era molto grosso e sicuramente molto, molto prezioso. Osservando la scena della presunta performance dallo schermo mi andavo pian piano rendendo conto della mia completa decontestualizzazione. Mi sentivo un estraneo in un mondo di pelliccia. Pareti bianche, moquette damascata e, qua e là, arazzi di pellicce e guanti in capretto, scarpe lucidate e volti costosi. Si vedevano i soldi dalle espressioni dei volti, tanti denari intenti a prestare la loro attenzione all'evento. Alcuni con gli occhi serrati. Altri ben ritti in piedi, mani accuratamente posate una sull'altra, smaniose di applausi. Ed io annegavo nel mio egocentrismo convincendomi che era palese la mia estraneità. Lo sapevano anche loro. Eccome se lo sapevano. Incontravo sempre la stessa gente e loro era da un po' che incontravano sempre me. Ad un certo punto ci furono dei colpi. Poi i battiti crebbero fino a divenire frastuono ritmato e brutale. La rabbia non era più musica, ma fendente. Le pareti bianche finirono per essere macchiate, infestate da schizzi di nevrosi. Le pareti marcivano per l'ipocrisia dei presenti. Erano corrose dalle belle parole che tutti si erano raccomandati di espellere. Il gallerista ci tenne a ringraziarci personalmente uno per uno per essere accorsi all'inaugurazione. Uscii in strada con le mani in tasca e l'aria avvilita. Una voce mi fermò: " Ehi, com'era? Bella?" Il mio amico Carlo fumava una sigaretta appoggiandosi ai muri del palazzo. "Te lo dico tra un paio di giorni, devo riflettere" "Lei com'era?". Non aveva ascoltato la mia risposta, ne ero sicuro. Avevo frainteso io la sua domanda, quindi dissi: "Sì". Il mio amico spense la sigaretta e si drizzò "Allora vado a farle i complimenti"; prima di entrare, con la porta tra i guanti esclamò, più rivolto a se stesso piuttosto che a me "Adoro l'arte!" Poi sparì all'interno ed io mi incamminai verso casa.
Katia Bonini
++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++ “LA CITTÀ DELLA CULTURA”
Il 17 e il 18 dicembre 2009 I vigili urbani di Verona obbligano il poeta Luigi Pedilarco al pagamento di 155 euro di multa perché sta occupando il suolo pubblico con un tavolino che usa per vendere le sue poesie. Il 19 marzo 2010, giorno in cui Verona ospita la giornata mondiale della poesia, l’avvocato Renzo Segala rende noto il ricorso presentato al giudice di pace. La notizia è apparsa su L’Arena il 20 marzo 2010.
“Dai sindaco, andiamo! Siamo in ritardo” Il sindaco si dà un’altra occhiata. È tutto a posto. La barba un po’ incolta e la solita cravatta che non c’è. Prende a braccetto l’assessore ed entrano in sala stampa.
Luigi non è andato a Vicenza, come fa di solito. Ha deciso di stare a Verona. Anche se c’è un cielo da neve, vuole lavorare. “D’altra parte questo è il mio mestiere”, pensa, infilandosi il cappotto.
“Buongiorno ragazzi e scusate il ritardo”. Con il suo vestito rosso allegria, l’assessore prende la parola. “In marzo ospiteremo la giornata mondiale della poesia, ne siamo orgogliosi perché la nostra bella Verona è la città di Romeo e Giulietta, la città dell’arte, della poesia, è la città della cultura!!” “Ehi ragazzi! Siamo o non siamo patrimonio culturale dell’umanità?!”, la interrompe il sindaco divertito.
Due vigili vedono Luigi da lontano. “Guarda quello, quanto scommettiamo che non ha il permesso?!” “Dai che t’importa, continuiamo il giro tanto non dà fastidio a nessuno” “Buongiorno! Mi fa vedere un documento? Ha il permesso per stare qua?” “No ma ho chiesto al bar di fronte e la signora mi ha detto che a loro non do nessun fastidio…” “Mi dispiace, sono 77 euro di multa per occupazione di suolo pubblico. Le regole vanno rispettate, lo sa?”
“Siamo un modello per tutti! Un modello di sicurezza e un modello culturale!!”. Sulle parole del sindaco i ragazzi si scambiano occhiate d’intesa. “Saranno contenti i titolisti” pensano sorridendo.
Il sindaco e l’assessore escono dal palazzo camminando velocemente. Luigi prende le sue cose e prima di andare a casa decide di passare a salutare Barbarani. Ha bisogno di parlargli. Sotto la statua i due incrociano gli sguardi. “L’hai visto anche tu?”, dice il sindaco divertito all’assessore, “stava parlando da solo!!”.
I dialoghi e i particolari del racconto sono frutto della fantasia di chi scrive.
Giordano Fenzi
"Per la sola ragione del viaggio, viaggiare"++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++ BILBAO PRIMO MAGGIO
Incrocio il corteo per caso, io mi trovo qui per un altro motivo. Un fiume di persone che chiedono leggi più giuste, cantando con il sorriso sulle labbra e la rabbia in corpo. Invocano la rivoluzione. Io sto andando al Guggenheim. Quanto sforzo mi richiede l'arte moderna e contemporanea… Mi è molto più facile commuovermi davanti ad Amore e Psiche, forse perché sono pigra e cerco sempre la via più agevole. L’arte classica è immediata, mentre gli artisti del nostro tempo sicuramente non mi prendono in braccio, ogni volta mi lanciano una sfida. Oggi però sento la materia del tempo di Serra, parlo con gli animali del mondo ideale di Franz Marc, scompongo ad uno ad uno gli oggetti di Rauschenberg e li ricostruisco nella mia mente. Senza troppa fatica. E quando il cannone di Anish Kapoor spara la sua bomba di cera rossa, capisco: anche questa è rivoluzione.
Marta
Scorsi di cinema++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++ Sangue facile (Blood Simple) di Joel e Ethan fratelli Coen, 1984, USA.////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////
Marty sospetta che la moglie Abby lo tradisca ed assume l'investigatore privato Visser per farla pedinare. Quando il detective gli procura le prove dell'esistenza di una relazione tra la moglie e Ray, Marty, geloso e infuriato, chiede a Visser di uccidere la coppia. L'investigatore accetta, ma manipolerà le foto dei presunti delitti ed una volta riscossa la somma pattuita, cercherà di uccidere il suo mandante facendo ricadere la colpa alla moglie. “Blood simple” segna l’impressionante esordio alla regia dei fratelli Coen, che sposano bene l’esperienza di Joel come montatore di film di serie B e quella di Ethan, scrittore laureato in filosofia. Ne esce un thriller imbevuto d’ironia e intelligenza, una prova già matura che ben anticipa i temi della produzione successiva, senza sfigurare nemmeno in confronto a opere più note.
Sottotitoli per non vedenti++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++ KRAFTWERK -Radioactivity- 1975
Per questo numero del giornalino interamente dedicato all'arte non potevo che menzionare coloro che hanno segnato un passo importantissimo nel campo musicale per lo sviluppo dell'elettronica d'ascolto: i Kraftwerk, quartetto di Dusseldorf composto da Ralf Hütter, Florian Schneider, Karl Bartos e Wolfgang Flür. In particolar modo è proprio in questo album che l'uso delle strumentazioni elettroniche come Minimoog, Arp Odyssey, oscilloscopio sostituirà del tutto l'uso della chitarra elettrica, il violino ed il flauto presenti invece nei precedenti lavori. Questo album assume un'enorme importanza anche per la duplice tematica: la radio ed il problema del nucleare, perno della guerra fredda e del clima che si toccava tangibilmente in quegli anni che hanno portato alla nascita di una delle più belle canzoni della musica elettronica...appunto Radioactivity!!!
Dj Mull
Sara di lettura ++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++ Fred Vargas, Prima di morire addio, Einaudi 2010-05-06
Dimenticate il commissario Adamsberg. Dimenticate anche i tre evangelisti. In questo inedito, Fred Vargas ci immerge nel caldo clima romano, lontano dagli arrotondissments parigini e dai freddi Pirenei, per raccontare la storia di tre ventenni che si fan chiamare gli Imperatori e vivono al giorno d’oggi nella capitale come se si trovassero nell’antica Roma. Influenza ogni azione di Tiberio, Nerone e Claudio, nomi con cui si fan chiamare i tre inseparabili, l’eterea Laura, madre dell’ultimo e comune mortale, ma non per questo figura meno mitica. Durante una festa, Tiberio, il più intelligente dei tre, rinviene il cadavere del marito di Laura, giunto a Roma per risolvere una misteriosa questione relativa ad un traffico d’opere d’arte tra la Francia e la biblioteca Vaticana, luogo prediletto degli imperatori, che risultano pertanto i principali indiziati… Tra Roma e Parigi, tra passato e presente, Fred Vargas ci regala un affresco monumentale dove ogni personaggio interpreta un duplice ruolo, drammatico e comico, come nella sua migliore attitudine narrativa. Tra il serio e il faceto si arriva alla fine del romanzo senza preoccuparsi di dover risolvere un caso di omicidio, bensì godendosi, fino all’ultima riga, l’avvincente racconto, quasi pittura di genere, che la scrittrice francese dipinge per noi.
Sara
++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++ 5 per 1000//////////////////////////////////// Caro/a amico/a, Il 5xmille non è solo una firma, è un gesto di fiducia, è partecipazione, è condivisione, è il tuo sostegno.
Attenzione: se vuoi che il 5 per mille vada proprio a COLLAMENTE, devi indicarne con precisione il codice fiscale (93206790235).
E' un meccanismo simile all´8 per mille ma non lo sostituisce: si può decidere di destinare entrambe le quote. Tutti possono donare. Chi riceve il CUD, chi presenta il 730 o il modello Unico, insomma tutte le persone fisiche possono destinare il 5 per mille delle proprie tasse a chi vogliono, noi ti suggeriamo Collamente.
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